I POSTI DI BLOCCO

by Vittoria Investigazioni
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ByBruno Siciliano

Ottobre 24, 2022

Quante volte abbiamo incontrato un posto di blocco lungo un tragitto in auto! Ma siamo sicuri si trattasse di un vero posto di blocco? Oppure di un posto di controllo? In realtà il posto di blocco non è poi così frequente. Non è ben chiaro a tutti, ma ci sono precise differenze tra l’uno e l’altro.

POSTO DI BLOCCO.

Il posto di blocco è una tecnica di presidio del territorio attuata tramite una postazione fissa, formata da più autovetture e da numerosi operatori militari o delle Forze dell’Ordine, che rallentano il traffico con una corsia di canalizzazione, anticipata dal segnale ALT – POLIZIA, e che fermano tutti i veicoli.

Durante un posto di blocco vengono fermati anche i pedoni: il blocco del traffico veicolare e pedonale si  effettua al fine di svolgere opere di ordine pubblico, protezione civile, di repressione, o di prevenzione.

Si tratta di una misura predisposta in casi eccezionali, ad esempio quando i Carabinieri inseguono un ricercato, un criminale, un evaso, oppure nel caso in cui Vigili del Fuoco e Polizia fermano il traffico per evitare che automobili si mettano a rischio dirigendosi verso la zona di un incidente, o durante episodi di terrorismo. Si pensi anche ai posti di blocco più noti di tutti, ma difficilmente considerati tali: quelli posti ai confini nazionali e che sono conosciuti come valichi di Frontiera.

I soggetti autorizzati ad effettuare il Posto di Blocco sono elencati dall’art. 12 del Codice della Strada (QUI)

Art. 12 Codice Strada

1. L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta:

a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato;

b) alla Polizia di Stato;

c) all’Arma dei carabinieri;

d) al Corpo della guardia di finanza;

d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’ambito del territorio di competenza;

e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’ambito del territorio di competenza;

f) ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale;

f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto.

Nella quotidianità si identifica come posto di blocco ciò che posto di blocco non è: si tratta invece del posto di controllo, una procedura simile nella forma, ma completamente diversa nel metodo, nei fini e anche nelle sanzioni in caso di mancato arresto.

Mentre i posti di blocco si istituiscono solo in casi eccezionali, su entrambi i sensi di marcia, predisponendo corsie di canalizzazione e bloccando tutte le automobili, eventualmente anche i pedoni, i posti di controllo vengono predisposti abitualmente sulle strade urbane per controlli a campione di documenti e del veicolo segnalato. Esistono anche i posti di controllo pedonali dove vengono verificati i soli pedoni.

Se nei posti di blocco si verifica un consistente dispiegamento di operatori e di mezzi, nei posti di controllo viene utilizzato un numero limitato di forze e mezzi: di solito un’autovettura e due agenti.

POSTO DI CONTROLLO

Il Posto di Controllo è dunque costituito da una pattuglia di militari o agenti di Forze dell’Ordine che, con il proprio automezzo, si situano a margine di una sola carreggiata, al fine di portare a termine opere di prevenzione e controllo su veicoli fermati a discrezione o a campione degli agenti, per la verifica dei documenti di identità, dei documenti di circolazione e di guida, delle condizioni psicofisiche dei conducenti e dello stato del veicolo.

Il conducente può richiedere le generalità degli agenti qualora siano in divisa; se gli agenti fossero in tenuta borghese, allora diviene obbligatoria l’esibizione del tesserino identificativo.

In caso di posto di blocco, l’art. 192 del Codice della Strada (qui) stabilisce gli obblighi che il conducente deve tenere verso i funzionari, gli ufficiali e gli agenti:

1. Fermarsi ed ottemperare alle richieste degli agenti o dei funzionari, in uniforme o muniti di distintivo

2. esibire, su domanda dei funzionari, i documenti richiesti (documento di circolazione, la patente di guida, assicurazione…);

3. Agevolare il controllo e l’ispezione interna ed esterna del veicolo senza opporre resistenza;

4. Bloccare la marcia qualora intimato dagli agenti se il veicolo presenti i difetti elencati;

Art 192 Codice della Strada

1. Coloro che circolano sulle strade sono tenuti a fermarsi all’invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo.

2. I conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti indicati nel comma 1, il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

3. I funzionari, ufficiali ed agenti, di cui ai precedenti commi, possono:

– procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo;

– ordinare di non proseguire la marcia al conducente di un veicolo, qualora i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o i pneumatici presentino difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza, tenuto anche conto delle condizioni atmosferiche o della strada;

– ordinare ai conducenti dei veicoli sprovvisti di mezzi antisdrucciolevoli, quando questi siano prescritti, di fermarsi o di proseguire la marcia con l’osservanza di specifiche cautele.

SANZIONI

Gli automobilisti che non rispettano un posto di controllo, sono soggetti al pagamento di una sanzione pecuniaria da 87 a 344 euro (art. 192 Codice della Strada).

Gli automobilisti che non si fermano a un posto di blocco, sono soggetti a sanzione pecuniaria da 1.362 a 5.456 euro (art. 192 Codice della Strada).

Se per evitare o sfondare un posto di blocco, gli automobilisti mettono a rischio la sicurezza generale e l’incolumità degli stessi agenti, commettono il reato di “Resistenza a Pubblico Ufficiale” (art. 337 Codice Penale, Qui), punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Art 337 Codice Penale

Resistenza a Pubblico Ufficiale

Chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto di ufficio o di servizio, o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni

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