LA LEGITTIMA DIFESA

by Vittoria Investigazioni
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La Legittima Difesa è un diritto riconosciuto dal nostro ordinamento: è la norma che autorizza l’utilizzo della forza o di armi per difendersi da un aggressore. La normativa italiana sulla Legittima Difesa è stata più volte ritoccata nel corso degli anni, confermandosi come una delle leggi più discusse del panorama giuridico.  La difesa quando non è legittima (ex Art 52 C.P.), costituisce un reato punibile a norma di legge.

La difesa è legittima quando la reazione è l’unico modo possibile per evitare un’offesa ingiusta ed avviene prima di subire la lesione dell’aggressore; la difesa diventa invece vendetta quando la reazione segue la lesione dell’aggressore.

Un fatto che in condizioni normali verrebbe considerato vendetta e dunque reato, se invece viene compiuto secondo le previsioni dell’art 52 del Codice Penale viene inquadrato come Legittima Difesa e non subisce alcuna sanzione.  

La difesa è legittima solo se si verificano determinate condizioni, previste dall’art 52 così come modificato dalla Legge 26 aprile 2019, n. 36 (Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa).

La novità molto contestata della legge 36/2019 è l’estensione del campo di applicazione della legge ed in particolare il dispositivo che prevede che la difesa sia sempre legittima e che sussista il rapporto di proporzione nei casi di violazione di domicilio (art. 614 Codice Penale).

Art 52 Codice Penale (qui)

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone. (…)

Art 614 Codice Penale (qui)

Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di esse, con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con l’inganno, è punito con la reclusione da uno a quattro anni [615].

Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa. (…)

Legittima Difesa: ordinaria, putativa, domiciliare.

La Difesa è legittima e non è punibile chi ha commesso il fatto se vi è costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. In sintesi:

  • la difesa è l’unica possibilità di salvare un diritto proprio o altrui: non c’è alternativa tra difendere un diritto o divenire vittima di un comportamento illecito
  • è attuale ed è in corso il pericolo di subire un danno ingiusto: il pericolo da cui difendersi deve essere contemporaneo alla reazione difensiva, non può consistere in un timore di un eventuale pericolo prossimo futuro.
  • la difesa è proporzionata all’offesa: la proporzionalità deve riguardare la natura dei diritti, cioè la natura dei beni giuridici coinvolti al momento dell’aggressione. La difesa del soggetto offeso non può mai essere SPROPORZIONATA rispetto al diritto che si vuole difendere, avendo cura di considerare la tipicità del diritto in pericolo.

L’esercizio della legittima difesa richiede quindi una valutazione caso per caso da parte del giudice che dovrà quantificare e valutare la necessità, l’inevitabilità e la proporzione.

Se, per esempio, la vittima di un furto domestico deve difendere i propri beni, valutati di esigua entità, e durante la propria difesa utilizza un’arma detenuta legalmente ferendo gravemente od uccidendo il colpevole, allora non sussiste proporzionalità in quanto il bene patrimoniale (peraltro di modico importo) viene considerato meno importante rispetto al diritto all’incolumità fisica e alla vita del colpevole.

Le valutazioni sono simili nel caso in cui il colpevole detenga la stessa arma della vittima, la quale ferisce alle spalle il colpevole durante la fuga.

Legittima difesa putativa: errore scusabile

L’art 52 del Codice Penale regola la Legittima Difesa che viene comunemente chiamata Legittima Difesa ORDINARIA. Esiste una seconda figura di Legittima Difesa: la Legittima Difesa Putativa.

La Legittima Difesa è PUTATIVA quando a causa di un errore un soggetto matura la percezione di essere minacciato da un pericolo attuale e concreto, quando in realtà non esiste alcun tipo di pericolo.

Le circostanze inducono la vittima a pensare che la sua reazione sia giustificata ai sensi della Legittima Difesa, ma la percezione della realtà viene deformata da un errore alla base comprensione dell’evento.

La Corte di Cassazione 28224/2014 ha stabilito che “l’errore scusabile, nell’ambito della legittima difesa putativa, deve trovare un’adeguata giustificazione in qualche fatto che, anche se malamente rappresentato o compreso, abbia la possibilità di determinare nell’agente la giustificata persuasione di trovarsi esposto al pericolo di un’offesa ingiusta”.

Un tipico esempio di legittima difesa putativa è quella di chi viene aggredito al buio per scherzo da un amico con un’arma finta: se l’aggredito, a causa del buio e dell’arma giocattolo apparentemente reale, non riconosce il suo amico e reagisce ferendolo o uccidendolo credendo di essere in pericolo, la sua azione può rientrare nel campo della legittima difesa putativa.

La Legittima Difesa Domiciliare

La Legittima Difesa si applica in maniera differente nel caso in cui la persona offesa debba difendersi da una aggressione quando si trova in casa propria o nel luogo in cui solitamente svolge la propria vita.

La Legittima Difesa DOMICILIARE è un tipo particolare di legittima difesa perché il legislatore ha ritenuto che la violazione del domicilio con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno, costituisca una causa di maggior pericolosità che legittima il proprietario a potersi difendere anche se non vengono soddisfatti tutti i requisiti richiesti all’art 52 del Codice Penale.

La normativa prevede che per nella definizione di “domicilio” siano compresi anche i locali dove viene svolta un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale e che sussiste sempre il rapporto di proporzione tra difesa ed offesa se la vittima usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo per difendere:

  • la propria o la altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La Legittima Difesa Domiciliare si differenzia da quella ORDINARIA perché, in caso di violazione di domicilio o di luogo ad esso equiparato, sussiste sempre la proporzione tra difesa e offesa se avviene con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno.

Ciononostante la proporzione tra difesa ed offesa non è scontata: sarà il giudice a decidere caso per caso se l’episodio si configura legittima difesa o vendetta personale.

Sparare alle spalle di un aggressore in fuga costituisce sempre un reato, così come utilizzare armi quando non sussiste alcun pericolo per la propria e altrui incolumità.

Quindi la Legittima Difesa Domiciliare è autorizzata solo nel caso in cui incolumità fisica della vittima sia davvero in pericolo reale ed attuale oppure quando, per difendere un bene, non vi è desistenza da parte dell’aggressore che minaccia di attaccare la vittima.

Grave turbamento

La Legge 26 aprile 2019, n. 36 (Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa) ha modificato anche la disciplina dell’eccesso colposo: è esclusa la punibilità se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito trovandosi in condizione di particolare vulnerabilità ovvero in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto.

In generale l’eccesso colposo punisce la condotta della vittima che difendendosi supera i limiti della proporzionalità: si pensi, a titolo di esempio, alla vittima di una aggressione domestica che spara un colpo in aria per spaventare ed allontanare il colpevole, ma a causa del turbamento emotivo sbaglia la mira e colpisce l’aggressore.

Nell’ipotesi di Legittima Difesa Domiciliare, la vittima non è più punibile per eccesso colposo se si dimostra il nesso tra eccesso di difesa e il grave turbamento emotivo della vittima, che non verrà punita nemmeno a titolo di colpa per le eventuali lesioni provocate all’aggressore.

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